Le emozioni vissute da Irene Perin subito dopo il diploma ISFAV

La mia passione per la fotografia è nata in tenera età in maniera totalmente passiva: mio padre, nei momenti di vacanza, metteva in posa me e mio fratello per ore attendendo il momento perfetto per scattare. Pensavo che un giorno avrei anche io messo in posa statuaria qualcuno.

Il mio percorso formativo è cominciato al liceo linguistico “Perché le lingue sono importanti!!” diceva con consapevolezza mia madre. E in effetti la conoscenza delle lingue mi ha permesso di fare viaggi studio in giro per l‘Europa.

Ma sentivo che non bastava tutto questo.

La cultura, l’Arte, il sapere era quello che mi mancava.

Dopo due anni di teatro ho scelto di iscrivermi all’ Università degli Studi di Padova, corso di laurea DAMS (Arte, Musica, Spettacolo). Ed è stato un vero spettacolo!!

Dopo la laurea Triennale non sapevo però come mettere in pratica, acquisire con consapevolezza tutto quello che avevo studiato.

Mi iscrivo all’ISFAV.

Mi ricordo che guardavo con ammirazione tutti quei fotoreporter (Smith, Bishof, Salgado)che riuscivano a dare in maniera così pura e crudele un’ immagine di quello che a noi è così lontano da considerarlo impensabile.

Volevo dire anche io la mia verità. Volevo fare capire agli altri che il diverso solo perché non lo si conosce non è brutto e pericoloso, è meravigliosamente inaspettato.

Questi due anni di ISFAV sono stati una rivelazione e una evoluzione personale continua: nuovi mondi, nuovi spunti, nuove immagini, nuovi metodi, tante aspettative, tanta passione e tanto sacrificio. Era come se mettersi alla prova, in automatico portasse la tua mente a non accontentarsi mai del minimo scolastico, ma a volere sempre di più, a fare sempre meglio.

Credo sia questo il segreto: trovarsi davanti a una montagna, legarsi una corda resistente alla vita e partire, a piccoli passi. E la cosa bella è che alla cima non ci sia arriva mai, la si intravede da lontano, ma mai, in questo cammino, la si raggiunge.

All’esame orale penso di aver perso 10 anni di vita. L’agitazione, la voglia di finire al meglio ma soprattutto riuscire ad emozionare chi mi avrebbe giudicata erano delle sensazioni fortissime.

Poi un gran respiro e… silenzio.

Le mani tremano, la voce anche, il cuore si ferma.

“Vediamo le tue immagini Irene.”

Parte il video, posso respirare.

E poi l’applauso.

Come si vede Irene Perin nel futuro

Alla domanda “Cosa farai da grande?” sorrido.

A 27 anni sei già grande, hai quel bisogno di metterti in gioco che è vitale.

Amo scrivere e fotografare; ho provato in questo mio portfolio a creare in maniera armonica ed emozionante questo connubio di due Arti meravigliose, perché alla fine questo è quello che umilmente sono lacrime per gli occhi ed emozione per il cuore.

Potete seguire Irene sul suo profilo Behance

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